Capire i nostri bisogni per trovare la serenità

Tante volte abbiamo sottolineato l'importanza di riconoscere i propri bisogni e dar loro spazio. È una fase fondamentale del percorso di crescita e consapevolezza, imprescindibile per poter raggiungere la felicità.
Ma cosa intendiamo quando parliamo di bisogni?
Per dare una definizione generale, possiamo dire che il bisogno è la tendenza a voler soddisfare delle necessità di vario genere. Ognuno di noi ha dei bisogni, più o meno urgenti, che vuole soddisfare per sentirsi più appagato e in equilibrio con se stesso.

Maslow e la sua piramide

A metà degli anni 50 del Novecento, lo psicologo statunitense Abraham Maslow ideò quella che ancora oggi conosciamo come piramide di Maslow. Come dice il nome stesso, è una rappresentazione in forma di piramide dei bisogni umani, classificati in base alla tipologia. Alla base della piramide ci sono i cosiddetti bisogni primari: respirare, mangiare, dormire e altri legati alla sfera fisiologica.
Subito dopo vengono quelli legati alla sicurezza: mentale, familiare, lavorativa, ecc. A metà della piramide troviamo i bisogni legati all'appartenenza: amicizia, affetti familiari, intimità sessuale. Ancora più in alto, tutti i bisogni legati alla stima: autostima, realizzazione, rispetto reciproco, ecc. All'ultimo gradino, i bisogni più complessi che sono quelli di autorealizzazione: moralità, accettazione, assenza di pregiudizi e altri.

Nuovi bisogni e nuove consapevolezze

Se i bisogni che stanno alla base della piramide sono più semplici da riconoscere e, in parte, anche da soddisfare, non sempre è lo stesso man mano che saliamo verso l'apice della piramide, perché incontriamo bisogni man mano più complessi. Tutti i bisogni sociali e relazionali, infatti, tendono a innescare meccanismi che alzano l'asticella dell'obiettivo da raggiungere. Una volta soddisfatti i bisogni di una sfera, l'essere umano tende a voler soddisfare quelli della sfera successiva.
Per dirla in maniera ancora più semplice, chi ha necessità di sfamarsi, ripararsi dal freddo o dormire, ha l'urgenza di soddisfare quei bisogni prima di tutti gli altri. Una volta raggiunta una situazione in cui la sfera fisiologica è soddisfatta, avrà la tensione a volersi sentire appagato rispetto ai bisogni della sfera successiva, cioè quella legata alla sicurezza familiare, del lavoro, ecc. Ecco perché parliamo di complessità man mano che la piramide sale verso l'apice: ci sono bisogni che soddisfiamo perché non potremmo farne a meno per vivere, altri che sono meno indispensabili all'apparenza, ma comunque importanti nel percorso di evoluzione personale.

Come riconoscere cosa ci serve?

Una volta inquadrati i diversi tipi di bisogni, ci è più chiaro che alcuni sono più semplici da individuare, altri richiedono uno sforzo maggiore. Se sentire lo stimolo della sete ci fa comprendere che abbiamo necessità di bere per appagare un nostro bisogno primario, non è così automatico riuscire a comprendere da cosa derivino molte delle insoddisfazioni che possiamo provare. Di sicuro possiamo dire che se siamo frustrati, nervosi, perfino arrabbiati, c'è un bisogno inascoltato.
Alcuni bisogni sono dettati da una spinta interna e personale, altri sono indotti dal contesto in cui viviamo. Già riuscire a fare questa distinzione è un grande passo verso la consapevolezza. Ciò che per noi è molto importante è riconoscere i bisogni che derivano da spinte e necessità interiori e personali. Tutti noi tendiamo a voler rispondere a degli standard, a compiere azioni richieste dall'ambiente che ci circonda, che sia familiare, lavorativo, delle nostre amicizie. Non sempre, però, corrispondono a ciò che noi sentiamo di dover fare. Intendiamoci: ci sono alcune azioni che dobbiamo compiere per vivere in armonia con la società di cui siamo parte. Il punto è che se riusciamo a dare ascolto alle nostre più intime esigenze, anche le azioni che sono meno nelle nostre corde non ci risulteranno così difficili o persino sgradevoli. È a questo punto che viene la parte più difficile. Capire nel profondo cosa ci serve per star bene non è sempre esercizio semplice.
Il lavoro che fa un counsellor e un mediatore familiare che lavora con gli strumenti del counselling, è incentrato proprio sull'aspetto emotivo e di riconoscimento dei bisogni di ognuno. Il tempo sembra non bastare mai e riuscire a prenderci pause e momenti di riflessione diventa una sfida, ma proprio la complessità del mondo che ci circonda lo rende quanto mai necessario. Se incontrare una determinata persona o svolgere una mansione al lavoro ci provoca sensazioni ed emozioni poco piacevoli, non è utile soffocare tutto sotto una coltre di sopportazione. Piuttosto è utile fermarci, chiederci come ci sentiamo in quel momento. Se riusciamo a dare un nome a quella sensazione, probabilmente riusciremo a trovare anche il motivo che la fa scaturire. Ecco che troviamo un disagio e possiamo ragionare su come farlo incidere il meno possibile sul nostro benessere psicofisico. Al contrario, se conosciamo cosa ci fa stare bene perché risponde a un'esigenza intima, cerchiamo di non accantonarlo. Per fare un esempio concreto, se sappiamo che passare qualche ora o giorno lontani dalla routine ci fa sentire bene e ci permette di schiarirci le idee, troviamo il modo di farlo. Permettiamo a noi stessi di prenderci il giusto spazio.

Comunicare in modo efficace i bisogni

Se siamo già arrivati al livello di consapevolezza di cosa ci serve per star bene, è un grande passo. Ma c'è ancora un'altra piccola sfida. Se riusciamo a decodificare i messaggi che corpo e mente ci mandano rispetto alle nostre esigenze, ciò che può permetterci di raggiungere un vero benessere è saperlo comunicare.  Comunicarlo in modo efficace, certo.
Proviamo a scendere nel concreto e fare un esempio. Se sentiamo che ci farebbe star meglio un nuovo ruolo sul lavoro, perché darebbe una risposta a un nostro bisogno di crescita personale e professionale, troviamo il modo di parlarne con il capo. Sforziamoci di trovare parole e momenti per spiegare da cosa nasce questa esigenza e perché ci renderebbe felici poter avere una nuova opportunità. A prescindere dall'esito, già il solo fatto di aver trovato il modo di comunicare cosa ci serve, ci farà sentire meglio. Per stare nella sfera più personale, immaginiamo di aver bisogno di sentire la coppia più salda, perché pensiamo che il partner sia la persona giusta con cui fare un progetto a lungo termine e per noi è importante la sicurezza nel rapporto. Se argomentiamo ciò che sentiamo, sarà più semplice instaurare un confronto sereno e costruttivo col partner.
E invece, troppo spesso temiamo di non essere compresi e ci teniamo dentro desideri e aspirazioni. La paura di non essere accettati e di "tradire" l'idea che gli altri hanno di noi, ci rende prigionieri di noi stessi. Non è paradossale?
Ecco perché lavorare sul riconoscimento dei propri bisogni è importante, anzi, fondamentale. Ognuno di noi non potrà essere accettato dagli altri, se non è in grado di accettare le spinte interne che sente. Ciò che ci può rendere speciali agli occhi delle persone che contano per noi è proprio la consapevolezza di ciò che siamo e delle nostre reali necessità. Chiediamoci più spesso cosa sentiamo e di cosa abbiamo bisogno, ne va della nostra serenità e delle nostre relazioni con chi amiamo.

Articoli recenti


Per informazioni, contattarespazioSegreteria Mediare
Piazza G. Mazzini, 27 - 00195 Roma
Telefono: 06 3721136 (9:30 - 13:00)
E-mail: info@mediare.it mediare.mediare@gmail.com