L’esperienza dei corsi Mediare: una chiacchierata con Alessandra

I nostri ex allievi sono tanti e tutti hanno una bellissima storia da raccontare sull'esperienza dei corsi Mediare. Abbiamo incontrato Alessandra, insegnante, counsellor e mediatrice familiare. Dopo aver fatto il corso con noi, è attiva nello sportello di counselling aperto da una collega nella scuola dove insegna, per dare supporto ai ragazzi anche fuori dall'aula.
Ci racconta quanto e come è cambiata la sua vita dopo il Master, leggiamola insieme.

Ciao Alessandra e grazie di essere qui con noi a raccontarci la tua esperienza. Cominciamo con le domande.
Perché hai deciso di frequentare il Master in counselling e mediazione familiare di Mediare?

Ciao a tutti, sono contenta di poter raccontare la mia esperienza.
Dunque, per cominciare: non ho deciso facilmente, anzi, all'inizio ero molto indecisa. Mi è stato consigliato il corso da chi lo aveva già fatto e mi diceva che per me sarebbe stato un ottimo percorso, soprattutto a livello personale. Certo, avrei anche acquisito strumenti per la mia professione di insegnante, ma diciamo che il consiglio mi è stato dato più come percorso personale. Dicevo, ero talmente indecisa che, infatti, ho cominciato dal terzo incontro del primo anno, non subito.
Non avevo un'esigenza specifica - almeno all'apparenza, ma sapevo che sarebbe stato un percorso sia personale che professionale, come infatti è stato.

Quali sono le cose che più ti porti dietro di questa esperienza?

Di certo le tantissime lacrime che ho pianto. Che detto così sembra terribile, in realtà mi hanno davvero aiutato a sbloccare qualcosa, ho imparato a lasciare andare come non avevo mai fatto. Mi sono proprio tolta dei sassolini molto dolorosi.
Come se avessi fatto pulizia, mi porto dietro un nuovo mondo e un nuovo modo di vedere le cose. Mi approccio agli altri in maniera molto diversa rispetto a prima. Questo è positivo, ma ha anche il suo risvolto - se vogliamo - negativo: in tanti sono entusiasti dei miei cambiamenti in meglio, altre persone invece è come se non mi riconoscessero, mi guardano come per dire: "ma tu chi sei?". Significa che il cambiamento è evidente.
Poi, senza dubbio, gli affetti e tante nuove relazioni di amicizia. In un percorso così intenso si formano legami davvero forti, che durano anche dopo.

Cosa è cambiato nella tua vita e nella percezione degli altri, grazie a questo Master?

Tutto, davvero tutto. Per farti un esempio, stamattina ho visto Franco (Pastore, direttore scientifico di Mediare, ndr) e mi ha detto: "ah eccola, la mia ex piagnona" e ci siamo fatti una risata. L’avermi definito "ex" significa che quel momento in cui io mi sono liberata di tante lacrime ha determinato come sono adesso, sono una persona diversa, nuova. Ci sono persone che mi conoscono da anni che mi dicono chiaramente che sono cambiata in tutto, in senso positivo. Io prima ero molto chiusa, facevo fatica a parlare di me. Adesso, al contrario, sono quasi senza filtri! Forse devo lavorare su un maggiore equilibrio in questo senso, ma di certo so che ora vivo meglio.
Ora vedo che gli altri mi guardano con occhi diversi: è come se prima non mi vedessero, perché io mi nascondevo e facevo di tutto per passare inosservata. Adesso, al contrario, sono molto più aperta e anche gli altri lo percepiscono e si comportano di conseguenza. Ho cambiato io la percezione degli altri e, per questo, gli altri hanno cambiato percezione di me.
Il percorso è stato lungo, ma i risultati li sto vedendo e continuo a lavorare su di me.

Chi è Mediare per te, se fosse una persona?

Ah, difficile dirlo. Diciamo che io associo Mediare alla persona reale che è Franco Pastore. Quindi ti direi una persona educata ma senza filtri, che se ha da dirti qualcosa te la dice per il tuo bene. Una persona con un modo di fare che sa insegnarti a essere te stesso.

Quanto ti è stata utile la parte esperienziale?

Al 100%. Più che la conoscenza teorica, che è la base e ci vuole, senza dubbio, il vero cuore del corso è la parte esperienziale. Mi ha proprio insegnato a lasciarmi andare, a lasciar scorrere e correre quando era necessario.
Alcune esperienze mi sono rimaste molto impresse, proprio a significare che sono momenti che rimangono dentro. Ricordo una del primo anno, in cui l'esercizio iniziale consisteva in una visualizzazione. Io ricordo che avevo visualizzato un lupo e ancora adesso, quando vedo un lupo, la mia mente torna lì. In un certo senso, rivivo quel momento, perché mi ha segnato molto. Ce ne sono anche altre che mi ricordo bene e mi piace questo. Quando ci torno con la mente, ci lavoro di nuovo e le vivo con le consapevolezze di adesso. Come se vedessi il percorso del mio cambiamento e potessi continuare a "esercitarmi" per migliorare ancora.

Cosa ti aspetti da Mediare, dopo aver finito il Master? Per esempio, ulteriori iniziative, confronti, ecc.

Mah, non ho delle vere aspettative. Sta procedendo in un modo che mi piace molto, c’è sempre un confronto e un contatto diretto, quindi non mi aspetto nulla di diverso. Per esempio, insieme alla mia collega che ha creato lo sportello di ascolto e counselling a scuola, ci dedichiamo ai ragazzi anche fuori dall’aula. Mi piace molto e anche se ho dei dubbi o mi serve un parere su un intervento da fare, so che qui trovo sempre un confronto aperto e affidabile.

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